Ex Poste
Il progetto si concentra sul riuso adattivo (adaptive reuse) dell’edificio Ex-poste, situato nella zona nord-est di Torino.
Secondo gli obiettivi di progetto, l’edificio è stato ripensato per essere riconvertito in un centro sportivo. In generale, quasi ogni struttura abbandonata può essere adattata a questo scopo, ma questo caso è diverso: l’Ex-poste aveva l’ambizione – e il potenziale – di assumere una rilevanza su scala nazionale. Il centro è concepito per ospitare una grande varietà di utenti, differenziati per età, genere e attitudini. Ed è proprio qui che il concetto di trasparenza diventa protagonista. L’inserimento di volumi (box) realizzati in policarbonato permette allo sguardo di spaziare liberamente, abbattendo le barriere visive. Questa scelta architettonica facilita la connessione tra i diversi gruppi, aiutando persone, famiglie e bambini a costruire relazioni, socializzare e partecipare ad attività collettive.

In secondo luogo
la permeabilità visiva e le sezioni prospettiche generano sicurezza. Un concetto simile a quello che governa i sistemi decentralizzati come le criptovalute, lo spazio cloud o le dinamiche dei governi democratici. In termini pratici, questo significa che chi desidera allenarsi in palestra ma non ha a chi affidare i propri figli, può semplicemente portarli con sé. All’interno della struttura sono previsti spazi dedicati ai bambini, progettati in modo tale che i genitori possano osservarli da qualsiasi punto del piano in cui si trovano. In questo senso, la sicurezza è il beneficio diretto della trasparenza.
Ex-poste come Città
Infine, l’articolazione dei diversi volumi in policarbonato ricrea una vera e propria atmosfera urbana. Ovviamente, non possiamo definire una città come un semplice insieme di edifici e strade; tuttavia, in questo progetto, gli spazi vuoti fungono da “strade” e i box da “edifici”, il tutto caratterizzato da una forte accessibilità verticale. Il risultato finale può essere quindi definito come una vera e propria città verticale trasparente.